dieci

Ho visto quel m’aspettava
chiodi per piccioni, un muro fumo
la sigaretta che montava cerchi
nel blu di primavera tra la bruma

Sovrumana impresa di sottecchi
guardava me nelle sue attese
mentre cercavo *dio
su per le vagine, beccai mai niente
*io

Con questo fanno dieci
tenesse pure il resto,
non è mesto il ricordo
di quando

amò l’attesa, gli anni ed i piccioni:
trovò se stessa
sola. Fu il mio un vagìto morto
tra le sue stagioni.

* L’asterisco indica una forma ricostruita e non documentata, di cui si presuppone l’esistenza.

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